La Dolce Arte / Mostra fotografica “Cantiere Zavattini”

Scheda biografica di Cesare Zavattini

Scrittore, giornalista, pittore, poeta, autore radiofonico e teatrale, soggettista e sceneggiatore cinematografico, Cesare Zavattini è una delle figure più significative del Novecento. A lui si devono libri e film memorabili. Ha attivamente contribuito al cambiamento del cinema attraverso idee, progetti e iniziative di risonanza internazionale.
Cesare nasce a Luzzara (Reggio Emilia) il 20 settembre 1902 da Arturo Zavattini e Ida Giovanardi, che gestiscono un bar-albergo-trattoria di loro proprietà. La madre è di una famiglia di fornai di origine contadina e il padre di caffettieri provenienti dalla riva lombarda del Po. Nel 1921 consegue la licenza liceale e si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Parma. Nell’anno successivo entra come istitutore al Convitto Maria Luigia di Parma. Viene assunto alla «Gazzetta di Parma» come responsabile delle pagine culturali. Alla morte del padre, si trasferisce a Milano con la compagna Olga Berni e i loro due figli, Mario e Arturo. Negli anni successivi nascono Marco e Milli. Si sposerà soltanto nel 1932. Assunto da Angelo Rizzoli come correttore di bozze, pubblica racconti e corsivi nei vari rotocalchi dell’editore milanese. Nel 1931 esce Parliamo tanto di me, il suo primo libro, pubblicato dall’editore Valentino Bompiani con grande successo di pubblico e di critica.

Nel 1934 è responsabile per Rizzoli dei periodici «Il Secolo XX», «Novella», «Il Secolo
Illustrato»,«Commedia», «Lei», «Piccola», «Cinema Illustrazione». Nel 1935 Rizzoli produce Darò un milione di Mario Camerini, tratto da uno dei suoi primi soggetti. Nel 1936 viene assunto da Arnoldo Mondadori come direttore editoriale dei periodici, compreso il settore Walt Disney. Scrive il soggetto per la storia a fumetti Saturno contro la terra, a cui fanno seguito Zorro della metropoli, La primula rossa del Risorgimento, La Compagnia dei sette. Nel 1937 esce il suo secondo libro I poveri sono matti. Fa acquistare da Mondadori
«Le Grandi Firme», il quindicinale di Pittigrilli e lo trasforma in settimanale. Nel breve periodo di riposo a Oltre il Colle, nel bergamasco, comincia a dipingere.
Si trasferisce a Roma con la famiglia, in via Suor Angela Merici, 40, intensificando il lavoro di soggettista e sceneggiatore. Nel 1941 inizia la collezione di piccoli quadri di autori moderni di formato 8 per 10 cm, che diventeranno millecinquecento. Esce Io sono il diavolo, il suo terzo libro. Nel 1943 vince il premio “Scrittori che dipingono” della galleria Il Cavallino di Venezia. Collabora al soggetto e alla sceneggiatura di I bambini ci guardano di Vittorio De Sica. Nel 1946 esce Sciuscià di De Sica, di cui ha scritto il soggetto e collaborato alla sceneggiatura. Il film riceverà un Oscar speciale. Nel 1948 su «Bis» inizia il Diario cinematografico, che proseguirà negli anni successivi su «Cinema Nuovo», «Rinascita», «Paese Sera».
Scrive il soggetto e collabora alla sceneggiatura di Ladri di biciclette di De Sica, che riceve l’Oscar per il miglior film straniero. Nel 1950 entra nella giuria del Premio Viareggio, di cui farà parte fino al ’70. Nel 1951 scrive il primo abbozzo di Italia mia, uno dei suoi progetti più importanti che avrebbe dovuto essere realizzato prima da De Sica e poi da Rossellini, ma rimane nel cassetto. Esce Miracolo a Milano di De Sica, soggetto di Zavattini tratto dal suo libro Totò il buono. Accolto in patria in un clima di diffidenza e di polemiche, il film ottiene la Palma d’oro al Festival di Cannes e il premio dei critici cinematografici di New York come miglior film straniero. Esce Bellissima di Luchino Visconti, di cui ha scritto il soggetto.
Esce Umberto D. di De Sica, su soggetto e sceneggiatura di Zavattini. Nel 1952 a nome del cinema italiano accoglie Charlie Chaplin nell’aula magna del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
Nel 1953 viene eletto Presidente della Ficc, la Federazione Italiana dei Circoli del Cinema. L’amore in città inaugura la stagione dei film-inchiesta ideati da Zavattini e diretti da vari registi. Siamo donne si interroga sul fenomeno del divismo attraverso le confessioni di alcune tra le maggiori attrici italiane. Un paese, testo di Zavattini e fotografie di Paul Strand, esce nel 1955 da Einaudi: oggi è considerato un classico della fotografia. Si reca in Messico. Nel 1959 la sua commedia Come nasce un soggetto cinematografico va in scena il 17 luglio alla Fenice di Venezia con la compagnia del Piccolo di Milano.
Successivamente verrà rappresentata a Milano e poi a Düsseldorf, Bruxelles, Monaco, Zurigo, Strasburgo,
Parigi. Nel dicembre dello stesso anno si reca a Cuba, dove lavora con un gruppo di giovani e promettenti cineasti. Nel febbraio 1960 interrompe bruscamente il soggiorno cubano per tornare in Italia a sceneggiare La ciociara di De Sica, dal romanzo di Alberto Moravia. Nel 1962 promuove la realizzazione dei Cinegiornali della pace. Nel 1963 esce I misteri di Roma, il film-inchiesta ideato, coordinato e supervisionato da Zavattini, con la regia di quindici giovani autori. Nel 1964 viene eletto Presidente dell’Anac, Associazione Nazionale Autori Cinematografici. Nel 1967 pubblica Straparole, che raccoglie testi editi e inediti. Nel 1968 è uno dei protagonisti della contestazione della Mostra del cinema di Venezia, rivendicando il ruolo degli autori nella gestione della rassegna. Nel 1969 promuove la realizzazione dei Cinegiornali liberi.
Nel 1970 esce Non libro più disco, un provocatorio ritorno alla letteratura che suscita discussioni e polemiche. Nel 1972 scrive L’ultima cena, il progetto di un film di cui dovrebbe essere regista e interprete, che però non va in porto. Nel 1973 pubblica Stricarm’in d’na parola, la raccolta di poesie in dialetto luzzarese. Nel febbraio 1975 si tiene a Asiago il primo importante convegno su Zavattini intitolato «Discutiamo Zavattini», dove legge alcune pagine di La notte che ho dato una schiaffo a Mussolini, che esce l’anno successivo.
Nel 1976 conduce su Radio Uno Voi e io, punto e a capo, il programma quotidiano che prosegue fino all’inizio del ’78. Un paese vent’anni dopo, il libro fotografico con testo di Zavattini e fotografie di Gianni Berengo Gardin, ripropone il rapporto privilegiato tra lo scrittore e Luzzara. Nel 1977 gli viene conferito il premio The Writers Guild of America Medaillon, che era stato assegnato anche a Charlie Chaplin. Collabora alla sceneggiatura di Ligabue, il film televisivo di Salvatore Nocita, tratto dal poemetto Toni Ligabue del ’67. Nel 1980 diventa Presidente dell’Archivio Storico Audiovisivo del Movimento Operaio. Nello stesso anno muore la moglie Olga.
La veritàaaa, il film-testamento scritto, diretto e interpretato da Zavattini, va in onda il 5 gennaio del 1982 sul secondo canale della Rai. Gli viene assegnato il Leone d’oro speciale per il cinquantenario della Biennale di Venezia e la Medaglia d’oro del Comune di Milano.Nel 1984 muore la madre Ida che ha appena compiuto cento anni. Nel 1985 il Presidente della Repubblica Sandro Pertini gli consegna in Campidoglio il Premio Alcide De Gasperi per il cinema. Nel 1988 esce Una, cento, mille lettere, ampia scelta della sua sterminata corrispondenza. Il 13 ottobre 1989 muore a Roma, nella sua casa di via Sant’Angela Merici, divenuta nel corso degli anni un fondamentale punto di riferimento del cinema italiano. Riposa nel cimitero di Luzzara.